Otto consigli per sopravvivere ad una gita con bambini “under 10”

Una delle cose che più mi piace fare quando esploro un posto nuovo è camminare, possibilmente con il naso all’insù, cercando di assorbire il più possibile i colori, la luce, gli odori e i suoni del panorama circostante.

Questo per me vale quando mi trovo in una città nuova (mio marito ricorda ancora con orrore quando, la prima volta che abbiamo visitato New York, lo ho costretto a camminare per ore e ore ogni giorno, rifiutandomi di prendere la metropolitana anche solo una volta, perchè “Cosí possiamo assaporare meglio la città”), ma, soprattutto quando facciamo quelle che i miei figli chiamano “passeggiate nella natura”, e che qui in America chiamano hikes.

Non tutti i componenti della famiglia condividono il mio entusiasmo per il camminare e “perdersi” in un posto nuovo, soprattutto i miei tre “under 10”, che a volte possono rendere la giornata un po’, come dire, “difficile”.

Considerando che, la loro domenica ideale è alla sala giochi, o ai gonfiabili, e la loro idea di vacanza perfetta oscilla tra Disneyland e Legoland, con il tempo abbiamo dovuto studiare delle strategie per rendere queste escursioni il più piacevoli possibile per tutti. Non siamo ancora arrivati alla formula perfetta, ma abbiamo notato che alcuni trucchi aiutano.

1. È tutta una questione di aspettative

Prima ancora di partire per un viaggio, o un’escursione, cerchiamo di “settare” le aspettative di tutta la famiglia. Raccontare ai bambini dove stiamo andando, quanto ci vorrà per arrivarci, cosa rende quel posto speciale e cosa potremo vedere o sperimentare là, permette loro di sapere come si svolgerà la giornata, e li fa sentire in controllo. Se sanno che dopo una salita li aspetta un grande prato dove possono rotolarsi e giocare e poi fare un picnic, affronteranno meglio la fatica.
La stessa cosa vale anche per noi. Inutile illudersi che nessuno pronuncerà a ripetizione le parole “Quanto manca?” seguite da uno sbuffo; o inutile illudersi, oggi, di poter affrontare un’escursione di 6 ore per arrivare sulla vetta della montagna e godere della vista più bella che il parco ha da offrire. Torneremo a farlo un giorno, magari tutti insieme, ma non è ancora il momento.

2. Un po’ per uno

Quando pianifichiamo un viaggio, o facciamo una gita di un giorno, cerchiamo sempre di organizzare la giornata in modo tale da rendere tutti contenti. O almeno ci proviamo.
Se la mattina è dedicata ad un’escursione nella natura, il pomeriggio lo passiamo tra un gelato e il parco giochi, e cerchiamo di lasciare che lo esplorino con i loro tempi, concedendo ancora un altra spinta sull’altalena, o un ultimo castello di sabbia prima di andare via.
Se stiamo esplorando una nuova città, cerchiamo sempre di includere un’attività che possa essere stimolante per i più piccoli, come un museo per bambini, o uno di scienza e tecnologia.
Se siamo in viaggio e dormiamo in un albergo con la piscina, cerchiamo di organizzare la giornata in modo da avere anche un po’ di tempo per portarli a giocare nell’acqua. Questo devono apprezzarlo particolarmente, perché solitamente quando qualcuno chiede loro “Cosa ti è piaciuto di più della vacanza?” la risposta è spesso “La piscina dell’albergo”.

Exploratorium, San Francisco

3. Più siamo, meglio è

Quando viaggiamo con un’altra famiglia, improvvisamente i bambini, che solitamente sbufferebbero ad ogni passo, e si butterebbero per terra ogni tre metri dichiarando “Non ce la faccio più!”, diventano delle guide alpine. Si sfidano a chi avanza più velocemente, a chi si arrampica sulla roccia più alta, a chi si perde per primo costringendo i genitori a rincorrerlo con la lingua di fuori e a urlare il loro nome seguito da un “Aspettaaaaaaa!!!!!”.
Non aggiungo altro. Se volete sfangare la gita, e anche fare un ottimo allenamento cardio, trovate dei piccoli compagni di viaggio per i vostri under 10.

Año Nuevo State Park, California

3. Gioca che ti passa

Giocare aiuta a passare il tempo e a distrarre i piccoli escursionisti durante la passeggiata. Il nostro gioco preferito è quello delle “cose interessanti”, che ho inventato in un momento di disperazione, e le cui regole ripetiamo insieme prima di affrontare il sentiero.

Il primo che durante il cammino vede qualcosa di interessante, e lo fa notare a tutta la famiglia, riceve un punto. Per ogni cinque punti si riceve in premio una caramella o un cioccolatino.
Prima di uscire di casa selezioniamo insieme quale dolcetto portare alla gita. Di solito la scelta cade su quelli per loro più goduriosi, quelli che normalmente mangerebbero solo ad una festa o un compleanno. A casa abbiamo un barattolo intero di dolcetti “da gita”.

Qualsiasi cosa può diventare “interessante”: un albero dalla forma particolare, uno scoiattolo che si arrampica sui rami, un roccia dal colore insolito, una farfalla, un fiore, un ruscello, un animale incontrato durante il cammino.

Questo gioco dà soddisfazione sia a noi che ai bambini: per noi rappresenta una rara occasione di vedere il mondo con i loro occhi, di scoprire quale significato danno alla forma di una nuvola, cosa coglie la loro attenzione, cosa li fa entusiasmare; per i bambini è un modo per trasformarsi da “sbuffatori seriali” a partner dei genitori nella scoperta di un nuovo panorama. La condivisione con la famiglia, infatti, è la condizione principale per ricevere un punto.

Un cerbiatto vale almeno 5 punti!

4. Knowledge is power

Prima di imbarcarci per un’avventura cerchiamo sempre di farci un’idea della situazione a cui stiamo andando incontro, per organizzarci di conseguenza. Passeggino o marsupio? Basta una felpa o serve la giacca? Portiamo i panini o c’è un ristorante proprio alla fine della passeggiata?
Internet è un’ottima risorsa per rispondere a queste domande, diversi siti e blog forniscono tutte le indicazioni necessarie per affrontare al meglio la giornata, e non farsi trovare impreparati quando al “quanto manca????” segue un “ho fame!” o “ho freddo!”.

5. Un po’ di marketing

Noi siamo per raccontare sempre la verità ai nostri figli, per questo alla domanda “Cosa facciamo oggi?” non risponderei mai “una passeggiatina” se in programma abbiamo un’escursione di due ore per raggiungere delle cascate.
“Arricchire” il racconto e dare loro qualcosa da aspettare, però, non costa niente, e può fare la differenza. Così la gita alle cascate può diventare: “andiamo a scoprire come l’acqua si lancia dalla montagna, senza fermarsi mai. Possiamo ascoltare il rumore forte che fa, e forse bagnarci le mani o il viso con gli spruzzi d’acqua”.
Una gita sulla spiaggia di inverno, può diventare un’occasione per cercare e raccogliere “tesori” come sassi dai colori speciali, conchiglie e pezzetti di vetro levigato.
Raccontare ai bambini nella loro lingua quello che andiamo a fare, contribuisce a renderli entusiasti e partecipi dell’avventura familiare. Almeno per qualche minuto.

Half Moon Bay, California

7. Timing

Niente può rovinare un’escursione come affrontarla nel momento sbagliato. Il trucco è conoscere la propria famiglia e le proprie esigenze, e regolarsi di conseguenza. Per noi il momento migliore è la mattina, dopo un’abbondante colazione. Sappiamo che abbiamo una finestra di un paio d’ore prima che l’orologio biologico dei bambini cominci a suonare e a informarci che “Ho fame!!!!” tutti e tre insieme, nello stesso momento. Adesso.
Nonostante questo, non sempre riusciamo ad azzeccare i tempi, e non poche volte ci siamo ritrovati a mangiare i nostri panini in piedi, in mezzo al sentiero.
Una delle ultime volte però, mi sono consolata quando ho visto accanto a noi una famiglia asiatica sfoderare un termos di noodles dallo zaino, e mangiarli in piedi, con le bacchette. Io e la mamma ci siamo scambiate uno sguardo complice. Tutto il mondo è paese.

Point Lobos State Reserve, California

8. Zainetto alla Mary Poppins

Nonostante mio marito sbuffi, e la mia schiena protesti, io mi rifiuto di muovermi se non ho l’equivalente della borsa di Mary Poppins sulle spalle.
Tra i must have del nostro zaino ci sono: ciuccio, salviettine, buste di plastica per raccogliere l’immondizia, acqua per tutti, panini, un contenitore con fragole e mirtilli (il nostro snack da gita preferito), dolcetti vari per corrompere i bambini e convincerli a proseguire il cammino, crema solare, cappelli, felpe, cerotti, aereoplanini, pupazzetti e macchinine varie.
Lo so, sono una control freak, ma bloccare il capriccio sul nascere sfoderando dallo zaino proprio quello che serve, mi dà una certa soddisfazione.

Sono curiosa: avete anche voi dei segreti salva-gita? Raccontateli qui sotto e aiutate dei vostri colleghi genitori di “under 10”, perché, come si sa, l’unione fa la forza.

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